lunedì 10 marzo 2008


"Ha sido, occurio, es verdad.
Fue en un dìa, fue en una fecha
que le marca tiempo al tiempo.
No.
Tengo que vivirlo dentro,
me lo tengo que sonar.
Quitar el color, el numero,
el aliento todo fuego
con que me quemò.
Convertir todo en acaso,
en azàr puro, sonandolo.
Y asì
no me morderà el dolor
de haber perdido una dicha
que yo tuve entre mis brazos.
Creeré que fue sonado.
Que aquello, tan de verdad,
no tuvo cuerpo, ni nombre.
Que pierdo una sombra,
un sueno màs."

Tratto da La Voz A Ti Debida, P. Salinas

Fino a ieri erano solo versi struggenti.



lunedì 4 febbraio 2008

La Florida è vicina.

Oggi è il mio compleanno. Oggi ha chiamato Claudia dall'America.
Claudia-dall'America. Sin da bambina questo nome ha risuonato nella mia testa come quello di una zia lontana, come quello di uno di quei tanti parenti di cui si conserva da qualche parte un ritratto in bianco e nero, lì in mezzo a un gruppo di tante persone più o meno sorridenti e in posa per una delle prime fotografie casalinghe. questo era per me Claudia- dall'America. finchè non morì mia nonna. Quando sono stata un po' più grande, abbastanza per capire, ho continuato cmq a vederla per quello che è. Una cara signora buona. Claudia e mio nonno si conobbero alla base militare della Maddalena, mentre lui era ammiraglio in marina e lei non so cosa facesse lì, non l'abbiamo mai appurato. Nessuno di noi si è mai chiesto niente di più di Claudia. è stata l'amante di mio nonno per tutta la vita. Punto. che poi amante non è la parola esatta, da quando mio nonno rientrò in città fino a quando mia nonna morì si sentivano solo per telefono durante le feste. un contatto ogni tanto e poco più. e da quando mia nonna non c'è più lei ha dimostrato un attaccamento a mio nonno e a noi incredibile e sincero, dopo così tanto tempo, dopo così tanta distanza.
Ho molto rispetto per questa signora, che anche oggi ha chiamato, ricordandosi del mio compleanno. ho molto rispetto per l'amore che ha nutrito per mio nonno per tutta la sua vita. a distanza di oceani, anni, vite e famiglie. per il rispetto che ha portato a mia nonna, e alla famiglia che aveva creato con l'uomo che l'amava. quando mio nonno è morto nell'ottobre del 2005, non siamo andate al funerale nè io nè lei. la chiesa era stra piena, mi disse mia madre che mancavamo solo noi. entrambe per lo stesso motivo. eravamo negli USA, e anche se mio nonno era vecchio e debole, non era malato, la sua morte non fu prevedibile. così mancammo solo noi. ed è buffo pensare che eravamo le uniche due persone che avrebbe voluto. perchè mio nonno non era un uomo buono, anzi. era simpatico, moltissimo, e per questo tutti lo amavano. ma lui amava solo se stesso. e claudia. e me quando cominciai a dimostrargli la devozione che lui credeva di meritare. quando trascorrevo un'ora tutti i pomeriggi a casa sua. e le sue giornate iniziavano quando arrivavo e finivano quando andavo via. per quanto mi riguarda mio nonno è una ferita aperta, su cui butto sale da anni. perchè non c'ero. perchè quell'uomo egoista avrà pensato che non c'ero. e se l'è portato nella tomba, e questo mi diliania.
Oggi ha chiamato Claudia- dall'America. mi ha fatto gli auguri, si è commossa. anche io. e basta. non c'è bisogno di dire altro.
Claudia è il più bel regalo che mi abbia lasciato mio nonno, a parte una breve lettera che mi scrisse nel 1999, per l'ultimo giorno di terza media. Claudia mi fa sentire che mio nonno è qui. Mi fa credere che ci sono rapporti umani che durano al di là del tempo, oltre le distanze, oltre tutto. Che vivono di ricordi che possono riempire una vita. E me lo fa credere con due telefonate l'anno, per Natale e quando si ricorda di uno dei nostri compleanni. E con poche parole per sapere come stiamo e dirci che ci stringe forte.

Anche io Claudia, anche io ti stringo forte.

mercoledì 30 gennaio 2008



Non è che son morta eh..

Non ho più tempo per me stessa.. che è diverso.


?





venerdì 28 dicembre 2007



ritaglio pezzi di tempo che non mi gusto.

non so più di che cosa vivo.



domenica 23 dicembre 2007

And so this is Christmas..

E così questo è Natale..
Vedo i miei amici e compagni di università che fanno le valigie per tornare a casa e in fondo ai loro sguardi c'è un pizzico di felicità, quando arriveranno sarà tutto pronto ad attenderli. faranno il loro ingresso trionfale pieni di pacchi e regalini per i cugini e fratelli più piccoli, cose comprate in un'altra città, lontano da casa, dove vivono una vita da "adulti" o comunque sia una vita che gli permette di entrare di diritto nella ristretta cerchia di quelli che sono cresciuti. passeranno il loro Natale a sbucciar mandarini davanti al camino. a dormire sulla poltrona. si godranno un turbinio di parenti che vanno e vengono e chiedono e indagano, consci del fatto che la prossima settimana saranno di nuovo qui, nelle loro case di studenti fuori sede, che sembrano porti di mare, dove non sai mai che cosa troverai o chi..

mentre io sto qui, sempre qui. i miei parenti li vedo mille volte al mese. e di pranzi di Natale in realtà ne faccio quasi tutte le domeniche.
conosco i rituali a memoria, i piccoli giochetti, le ipocrisie, le frasi che mia nonna dirà, le frecciatine di un parente a quell'altro. anche nelle altre case è così, ma c'è chi si può gustare tutto questo, con un filo di godereccia cattiveria anche, perchè sa che presto tornerà a quella che è la sua dimensione. io invece ogni Natale, come ogni domenica e come ogni giorno della settimana, piroetto su me stessa per far stare in piedi equilibrismi di buoni sentimenti che chissenefrega.

Caro Babbo Natale,
siccome io sono sempre brava, sono anni e anni che sono brava e buona e metto sempre su il finto sorriso e intanto li disprezzo quasi tutti. no non è corretto, non li disprezzo. sono la mia famiglia e il sangue mi impedisce di disprezzarli, però li odio. semplicemente.
comunque, siccome sono sempre stata la classica BravaBambina, questo Natale io esigo solitudine, buio e il mio gatto.
Non credo sia chiedere troppo, stai anche a risparmio.

lunedì 17 dicembre 2007

E così oggi io e il mio omino, dopo un pomeriggio di studio e ilarità in biblioteca, ci siamo diretti verso il nostro Capodanno..
Ci siamo detti, piuttosto che spendere soldi e cacciarci a testa bassa in una di quelle feste in cui alla fanciulla meno in tiro si strappa, in cui a mezzanotte son già tutti ubriachi, e dove si incontra tutta quella gente che di solito si evita.. ( be' ce n'è anche qualcuno che ti farebbe piacere vedere in circostanze normali, ma in quell'occasione l'alcool oltre che i fegati rovina anche l'aspetto gli annessi e connessi ).. piuttosto che tutto ciò..
ci regaliamo un percorso di una giornata in un centro benessere,
il programma è:
terme, bagno turco, sauna, docce varia, vasca idromassaggio ( per 2.. ihihihiihihiihi! ), tisane, sala relax, e massaggio a scelta..
sono ancora indecisa fra classico massaggio alla schiena, chiaramente arricchito da olii esssenziali ecc ecc, oppure un massaggio viso/testa/collo.. che mi sa di più originale e molto rilassante..

cmq, dopo un'ora passata a disquisire in questo posto bellissimo dove ci siamo recati di persona e dove ci hanno accolto nel migliore dei modi, mi passa per la testa un pensiero..
guardo la signorina, guardo il mio amato e dico:

" ma se stiamo dentro tutto il giorno.. QUANDO SI MANGIA??????"

O___o

domenica 9 dicembre 2007



Mia nonna: se non impari a cucinare come si deve non ti sposerà mai nessuno.

Io: non hai capito. sono io che non sposerò mai un uomo che non sappia cucinare come si deve.

oooh si.