mercoledì 28 novembre 2007

Mi accorgo di aver bisogno di silenzio.
Il frastuono quotidiano mi picchia la testa fino a farla rintronare, peggio che se fosse vuota.
Le persone si lamentano, la gente è violenta per forza e per niente.
Troppo rumore, troppo di tutto.

Mi accorgo che avrei bisogno di rifugiarmi lontano lontano, alla fine del mondo.
per avere intorno un colorato silenzio. per guardare il rumore del mare che grida sbatte e poi dorme, laggiù, fuori da questa finistra, là.. lo vedi?

Mi accorgo che vorrei un letto sfatto che ha ancora il gusto del sangue della notte che si è appena svegliata. e un caffè da prepararmi da sola, nel silenzio. sapere che qualcuno crea impronte di sonno di là, respirando pesante stanchezza. sapere che c'è, ma non sentirlo. avvertirlo.
mentre vedo - vedo- il sole che bagna il giardino, fuori da questa finestra, là.. lo vedi?

Mi accorgo che vorrei solo questo. Silenzio.
E una cucina grande in cui lasciarmi andare a orge di sapori mischiati senza un senso.
E avere il tempo per i miei bi-sogni.

Mi accorgo di aver bisogno dell'immobilità che solo un primo pomeriggio lontano dal mondo mi può regalare. L'immobilità. E il silenzio. E io. IO.




"Un' arancia sul tavolo.
Il tuo vestito sul tappeto.
E nel mio letto, tu. "

Alicante, J. Prévert


lunedì 19 novembre 2007

Credevi e invece..

credevo di poter tornare a scrivere, credevo che sarebbe bastato un nuovo pezzo di carta elettronica. e invece no.
invece scrivo tantissimo per me, è una mania un impulso una cosa fuori controllo. scrivo su tutto, sui libri di diritto, sull'agenda, su fogli di carta che poi attacco in bacheca tanto per non dimenticare.
ma non riesco più a comunicare agli altri. vivo un amore che non voglio chiamare col suo nome, sono arida di sentimenti io che non lo sono mai stata. io che credo che l'amore chiama amore, io che ho sempre preferito dare-dare-dare senza pesare ciò che eventualmente ricevevo.
io non sono più così. mi sono indurita. per certi versi lo sono sempre stata, su certe cose non mi smuovo. sono dura con me stessa e lo sono con gli altri, per certe cose. ma sono sempre stata dispensatrice di attenzioni e affetto anche gratuitamente. semplicemente per me. per un modo di essere mio che mi fa piangere guardando il telegiornale, che mi fa esplodere di gioia se un amico riesce in quello che vuole. che mi fa sacrificare anche un mio desiderio per esaudire quello di un altro. e invece forse dovrei parlare al passato.
non sono più così. certo non sono un mostro per carità. ma non ho più la spontaneità, la spinta.
mi sono indurita.
da una parte è bisogno di pensare prima a me stessa, è anche una questione di situazioni. mi trovo in un punto della mia strada che non mi permette di perdere tempo, che non mi permette distrazioni se voglio arrivare dove bramo di.
d'altra parte è come quando non si allena un muscolo. e il cuore in fondo è solo un muscolo.
il mio è fuori allenamento, e non vuole nemmeno allenarsi più. questo è.
il mio cuore è un muscolo fuori forma, che non ha nessuna intenzione di fare qualcosa.
vive di crampi, stiramente, strappi.
niente di più.

domenica 4 novembre 2007

Tenersi stretto stretto in tasca il mondo

passeggiare per Firenze con lui. che è fiorentino ma si perde per le strade. ridere fra noi e di noi. niente promesse, niente dichiarazioni, non ne voglio più sapere di grandi amori. mi godo questo piccolo e prezioso legame così come viene.
andano incontro alla mia amica più speciale che ormai vive qui ( e in tanti altri luoghi ) da tempo.
tirare dentro l'aria fortissimo e sentire quasi l'odore della neve nella sera di questo tiepido novembre. e sentirsi leggera leggera.
a volte mi sembra che la vita sia tutta qui.