mercoledì 28 novembre 2007

Mi accorgo di aver bisogno di silenzio.
Il frastuono quotidiano mi picchia la testa fino a farla rintronare, peggio che se fosse vuota.
Le persone si lamentano, la gente è violenta per forza e per niente.
Troppo rumore, troppo di tutto.

Mi accorgo che avrei bisogno di rifugiarmi lontano lontano, alla fine del mondo.
per avere intorno un colorato silenzio. per guardare il rumore del mare che grida sbatte e poi dorme, laggiù, fuori da questa finistra, là.. lo vedi?

Mi accorgo che vorrei un letto sfatto che ha ancora il gusto del sangue della notte che si è appena svegliata. e un caffè da prepararmi da sola, nel silenzio. sapere che qualcuno crea impronte di sonno di là, respirando pesante stanchezza. sapere che c'è, ma non sentirlo. avvertirlo.
mentre vedo - vedo- il sole che bagna il giardino, fuori da questa finestra, là.. lo vedi?

Mi accorgo che vorrei solo questo. Silenzio.
E una cucina grande in cui lasciarmi andare a orge di sapori mischiati senza un senso.
E avere il tempo per i miei bi-sogni.

Mi accorgo di aver bisogno dell'immobilità che solo un primo pomeriggio lontano dal mondo mi può regalare. L'immobilità. E il silenzio. E io. IO.




"Un' arancia sul tavolo.
Il tuo vestito sul tappeto.
E nel mio letto, tu. "

Alicante, J. Prévert


1 commento:

Anonimo ha detto...

Proprio l'altro giorno avevo messo come nick una frase di una canzone di Celentano : " E il mio discorso più bello e più denso esprime con il silenzio il suo senso..." ...

:)
Cmq riguardo a quello che hai scritto sul mio blog,non so nemmeno io come faccio ad andare avanti in questa storia...è sempre tanto difficile.E in questo periodo non so che dire sul serio.
Un bacio...