Fue en un dìa, fue en una fecha
que le marca tiempo al tiempo.
No.
Tengo que vivirlo dentro,
me lo tengo que sonar.
Quitar el color, el numero,
el aliento todo fuego
con que me quemò.
Convertir todo en acaso,
en azàr puro, sonandolo.
Y asì
no me morderà el dolor
de haber perdido una dicha
que yo tuve entre mis brazos.
Creeré que fue sonado.
Que aquello, tan de verdad,
no tuvo cuerpo, ni nombre.
Que pierdo una sombra,
un sueno màs."
Tratto da La Voz A Ti Debida, P. Salinas
Fino a ieri erano solo versi struggenti.
tutta la robaccia che trovate qui è sotto licenza
Creative Commons.
5 commenti:
E oggi che versi sono?
direi di sì, devi proprio metterti sotto a recuperare! (devi? sì sì :) ) ... pedro salinas... come stai?
cara giulietta,sn mari,,..ti mando un saluto di corsa...purtroppo per pratiche assurde non ho internet in questo periodo ma sto cercando di tornare presto...spero stai bene,un bacio
ehi, ma che fine hai fatto?!?
(laFataStr.)
e a te che scappi sempre chissà dove ti dovrò venire a prendere...dubito questo sia il posto giusto...chissà che ne è di te e se ti ricordi di me....un abbraccio
Posta un commento